Riflessione · 23 ottobre 2026 · per Alessandro Ruggiero
Cosa fare di web3.im
Hai un nome di sette caratteri che aspetta da vent'anni. In questo tempo la parola che contiene ha cambiato significato due volte. Qui c'è il ragionamento intero: cosa dice il nome, com'è messo, quanto vale, cosa non ci farei, sei progetti possibili e quello che sceglierei io.
In breve
Il nome ha una storia che nessun altro dominio «web3» può raccontare. L'hai preso quando web3 voleva dire web semantico, otto anni prima che diventasse la parola delle criptovalute.
Non ci farei un progetto crypto. Il settore è affollato, regolato e lontano dal tuo lavoro.
Ho preparato sei home possibili. La mia scelta è il Museo: un piccolo museo del web che parte dal dominio stesso. Dentro ci metterei il tuo nome personale sul web aperto, @alessandro.web3.im.
Costa poco, non chiede moderazione, si lega alla tua storia (sei sul web dal 1999) e lascia aperta la vendita. Anzi, la rende più facile.
01Sette caratteri, tre letture
web3.im si legge in più modi. Ognuno apre una strada diversa, e prima di scegliere conviene vederli tutti.
La parola web3 ha avuto tre vite
2001-2006Il web dei significati
Nel maggio 2001 Tim Berners-Lee, James Hendler e Ora Lassila descrivono su Scientific American il «web semantico»: pagine che le macchine sanno capire, oltre che mostrare. Nel novembre 2006 John Markoff, sul New York Times, chiama questa idea «Web 3.0». È con ogni probabilità il clima in cui hai registrato il dominio.
2014-2022Il web delle proprietà
Nell'aprile 2014 Gavin Wood, cofondatore di Ethereum, usa «Web 3.0» per un web costruito sulle blockchain. La parola si accorcia in «web3» e diventa il nome di un'industria: token, NFT, finanza decentralizzata. L'interesse tocca il massimo tra la fine del 2021 e l'inizio del 2022. A novembre 2022 fallisce FTX.
2023-oggiIl web aperto, di nuovo
La parola si consuma, e il settore stesso preferisce dire «onchain». La decentralizzazione che ha raggiunto le persone comuni è passata da altre strade: Bluesky con l'AT Protocol, Mastodon con il fediverso. Intanto l'attenzione è tutta per l'intelligenza artificiale.
La conseguenza pratica è semplice. Chi legge «web3» oggi pensa alle criptovalute, e qualsiasi progetto deve decidere cosa fare di questa associazione.
Il punto e le due lettere
.im è il dominio nazionale dell'Isola di Man, una dipendenza della Corona britannica nel mare d'Irlanda. Lo gestisce Domicilium per conto del governo dell'isola. In inglese le due lettere si leggono anche in altri due modi: «I'm», cioè io sono, e «IM», instant messaging. Così web3.im diventa «web3, I'm» oppure «web3 IM». Tre letture del suffisso, tre vite della parola: il nome è costruito sul numero che contiene.
02Com'è messo oggi
L'ho verificato stamattina, dall'esterno.
DNSName.comQuattro nameserver attivi.
ServerLiteSpeedCon certificato HTTPS valido.
Chi lo visita vedeErrore 404Una pagina che non esiste.
RegistratoIntorno al 2006Anno da confermare nel tuo account.
Il registro dell'Isola di Man non pubblica le date di registrazione nei servizi di consultazione pubblici, quindi l'anno esatto va letto nel tuo account Name.com. Serve per i testi: se una home dice «dal 2006», deve essere vero.
Controlla anche che il rinnovo sia automatico. Per un nome che tieni da vent'anni, una scadenza dimenticata è l'unico rischio serio.
Il 404 è la prima cosa da cambiare, qualunque strada tu scelga. Una sola pagina con due righe è già meglio di un errore.
03Quanto vale, e cosa
Come nome
È corto, si pronuncia, non ha trattini. Il 3 si dice «tre» o «three» e non si confonde. D'altra parte .im è un'estensione minore, meno riconosciuta di .com o .io, e «web3» è una parola legata a un ciclo: vale di più quando il mercato delle criptovalute è euforico e meno quando è freddo, come adesso.
Non ho trovato vendite pubbliche confrontabili: né web3.com né web3.io risultano venduti in modo documentato. Il riferimento più citato del periodo d'oro è NFTs.com, venduto per 15 milioni di dollari nell'agosto 2022. Era un .com, nel momento di massima euforia: un caso estremo, che non fa da metro. Per una cifra realistica serve un broker o una ricerca sulle vendite registrate (NameBio).
Come storia
Qui il nome ha qualcosa di unico. È stato registrato quando web3 voleva dire web semantico ed è rimasto allo stesso proprietario per vent'anni. Nessun altro dominio «web3» può dirlo. Questa storia serve a tutti i progetti, e serve anche in una vendita.
Come costo
Il rinnovo annuale di un .im è una spesa piccola. Tenerlo spento non costa quasi niente, e non rende niente.
04Le strade che scarto
Sono le prime idee che vengono in mente con un nome così. Le scarto tutte, e conviene dire perché.
Un progetto con token o NFT. Il settore è affollato, in Europa è regolato dal MiCA, e la reputazione dipende da cose che non controlli. Non è il tuo mestiere.
Un portale di notizie crypto. Ce ne sono migliaia, molti scritti in automatico. Non c'è spazio per uno in più.
Il parcheggio con la pubblicità. Rende pochi centesimi e lega il nome allo spam.
Un accorciatore di link. I domini corti sono il mezzo preferito del phishing. Il primo abuso porta il dominio nelle liste nere, e da lì si esce a fatica.
Un'altra agenzia con «web3» nel nome. Hai già Publilia, Marketing Evolutivo e Adytis. Una quarta insegna confonde i clienti, e quella parola li fa pensare alle criptovalute.
05Tre atteggiamenti davanti alla parola
Con la parola web3 si può fare una di tre cose. Le sei varianti si dividono così.
Abbracciarla
Un progetto crypto. Scartato.
Riprenderla
Usare la parola nei sensi che ha perso per strada: il web dei significati (Dati) e l'identità che non appartiene a una piattaforma (Passaporto).
Raccontarla
Fare della parola e della sua storia il soggetto: il Museo, il Bollettino, l'opera Io sono.
Poi c'è una quarta via, che è una decisione più che un atteggiamento: venderlo. È il Lotto unico.
06Sei home possibili
Ogni variante ha la sua demo della home, con una grafica propria. I punteggi completi sono nel capitolo successivo.
1
Io sono
Raccontarla · opera collettiva
Chiunque completa la frase «Io sono…» in una riga. La home le mostra una alla volta, grandi, e le conserva in un archivio.
Il nome
.im si legge «I'm»: web3.im diventa la frase stessa.
Cosa serve
Una pagina, un piccolo archivio, una coda di moderazione.
Tempo
Un weekend per partire. Poi dieci minuti al giorno per leggere le frasi prima di pubblicarle.
Ritorno
Nessuno in denaro. Visibilità nel mondo dell'arte e della performance, dove lavori già.
Rischi
Le frasi degli sconosciuti. Senza moderazione arriva di tutto, con la moderazione arriva lavoro.
Primo passo
Raccogliere cento frasi tra amici e colleghi prima di aprire al pubblico.
Nomi gratuiti, su invito: @nome.web3.im su Bluesky, lo stesso indirizzo trovabile nel fediverso, @nome:web3.im su Matrix, nome@web3.im come email.
Il nome
È l'uso più fedele alla promessa del web3: un'identità che non appartiene a una piattaforma, senza token e senza portafogli. E @giulia.web3.im si legge da solo.
Cosa serve
Un DNS con un'API e un piccolo servizio che pubblica i record: TXT per Bluesky, file .well-known per fediverso e Matrix, più l'inoltro email.
Tempo
Una o due settimane per automatizzare. Poi poco, finché resta su invito.
Ritorno
Nessuno in denaro, a meno di farne un servizio per enti e aziende.
Rischi
Un nome usato per truffe diventa un problema del dominio. E una volta dati i nomi ad altri, venderlo diventa difficile.
Primo passo
Prenderlo per te: @alessandro.web3.im su Bluesky richiede un record DNS e cinque minuti.
Un museo, in italiano, dei modi in cui abbiamo immaginato il web. Cinque sale dal 1991 a oggi, ogni reperto ricostruito e spiegato con un cartellino. Il primo reperto è il dominio stesso.
Il nome
Trasforma la parola in un soggetto. Chi arriva pensando alle criptovalute trova la storia di cui le criptovalute sono un capitolo.
Cosa serve
Un sito statico, oppure WordPress con un tipo di contenuto «reperto» se vuoi modificarlo dalla bacheca. Niente database complicati, niente moderazione.
Tempo
Due o tre weekend di scrittura per quindici reperti. Poi un reperto al mese, se ti va.
Ritorno
Poco denaro diretto. Laboratori per le scuole, collaborazioni con enti culturali e la tua credibilità: sei sul web dal 1999, puoi farne il curatore.
Rischi
Quasi nessuno. I testi sono tuoi e non ci sono contributi esterni da controllare.
Primo passo
Scrivere il cartellino del Reperto n. 1 e metterlo online al posto del 404.
Un bollettino mensile, in italiano, che misura l'entusiasmo per le novità tecnologiche contro quello che succede davvero. Con la grafica del Televideo.
Il nome
Un dominio che si chiama web3 ha visto passare tre ondate. È la testata giusta per misurare la quarta.
Cosa serve
Una newsletter, un sito semplice, una scaletta fissa per ogni numero.
Tempo
Una giornata al mese, tutti i mesi. La regolarità conta più di tutto il resto.
Ritorno
Abbonamenti o sponsor, ma solo dopo anni di uscite regolari.
Rischi
Si sovrappone ai «Pensieri Liberi» di Atelier Concept. E se il tempo manca, la testata muore in silenzio.
Ho dato a ogni variante un punteggio da 1 a 5 su sette criteri. Più alto è meglio per te: «tempo» alto vuol dire che ne chiede poco, «rischio» alto vuol dire che è basso.
Nome: quanto il progetto fa lavorare il nome.
Te: quanto è vicino al tuo lavoro, alle tue capacità, alle persone che conosci.
Tempo e Costi: quanto poco ne chiede.
Ritorno: quanto può rendere in denaro.
Rischio: quanto poco ne porta (legale, di moderazione, di reputazione).
Uscita: quanto ti lascia libero di cambiare idea o di vendere più avanti.
I pesi in alto nella tabella sono quelli che ti attribuisco io, da 0 a 3. Nella presentazione puoi cambiarli e vedere la classifica che si riordina.
Variante
Nome ×2
Te ×3
Tempo ×3
Costi ×2
Ritorno ×1
Rischio ×2
Uscita ×2
Totale
Con questi pesi vince il Museo. Cambiando le priorità cambia anche la classifica: se conta soprattutto il denaro sale Dati, se il tempo è poco sale il Lotto unico.
08Cosa farei io
La mia scelta
Il Museo, con dentro il tuo nome
Un museo del web in cinque sale, aperto da un dominio che si chiamava web3 prima di tutti. Accanto, solo per te, l'indirizzo @alessandro.web3.im su Bluesky e la casella alessandro@web3.im.
Ci sono quattro motivi. Il museo usa la cosa più rara che il dominio ha, la sua storia. Chiede scrittura, che puoi fare a pezzi, e nessuna moderazione. Ti mette nel ruolo che hai davvero: una persona che fa il web dal 1999 e può spiegarlo. E non chiude nessuna porta: se un giorno vendi, vendi un nome con una storia pubblicata, che vale più di un nome spento.
Il nome personale costa cinque minuti e non dà fastidio a nessuna delle altre strade, perché riguarda solo te. Il Passaporto per altre persone invece lo terrei fuori: legherebbe il dominio a utenti che dipendono da te.
Cambierei idea in tre casi. Se vuoi farne un lavoro, scegli Dati e collegalo all'Osservatorio Bandi. Se il tempo proprio non c'è, scegli il Lotto unico. E se tra un anno il museo non è partito, vendilo: la storia a quel punto sarà già scritta.
09I primi trenta giorni
Giorni 1-3Nell'account Name.com controlla l'anno di registrazione e attiva il rinnovo automatico. Imposta alessandro.web3.im come handle Bluesky (un record TXT) e un inoltro per alessandro@web3.im.
Giorni 4-7Al posto del 404 metti online il Reperto n. 1: una pagina con il cartellino del dominio e un modulo per sapere quando apre il museo.
Settimane 2 e 3Scrivi i cartellini: cinque sale, tre reperti ciascuna. Comincia dalla Sala I, perché il web del 1999 l'hai visto da dentro.
Settimana 4Apri il museo. Annuncialo su Bluesky dal nuovo nome e mandalo a cinque scuole e a due enti culturali con cui lavori.